Uscire dall'anoressia: i 4 errori più frequenti




Tra i disturbi alimentari l'anoressia è sicuramente la più nota e maggiormente temuta. Molte persone tuttavia ignorano il disagio profondo dietro la paura del cibo, che spesso è accompagnata da pensieri costantemente focalizzati sul prossimo pasto e su come trovare una soluzione per risolvere enormi conflitti e contraddizioni interne.

Quindi sapere che l'anoressia è "quel disturbo che fa dimagrire perché le persone smettono di mangiare", non è di per sé una definizione esaustiva di cosa sia l'anoressia e di quali problemi in realtà bisogna affrontare per poter iniziare a stare meglio.
Molte pazienti e i loro familiari credono illusoriamente che per uscire dall'anoressia ci si debba impegnare a "fare cose", io voglio provare a raccontarvi quali sono gli errori più frequenti che vengono fatti sperando di risolvere il problema dell'anoressia.

1. Non è un fatto di volontà. Non basta voler stare meglio, per stare meglio. Nei disturbi alimentari ( come nella totalità dei disagi psicologici ed emotivi) la volontà non c'entra nulla. Conosco donne in lotta con l'anoressia nonostante siano persone tenaci a cui la forza di volontà non manca. Anzi focalizzarsi sulla volontà è un ottimo modo per aumentare il senso di colpa e di fallimento perché non si riesce a venir fuori dal disturbo alimentare.

2. Guarire non vuol dire prendere peso. Molti genitori giustamente spaventati misurano il miglioramento delle proprie figlie, o figli, sulla base della bilancia. Eppure aumentare di peso non vuol dire stare meglio. Il disagio dell'anoressia si manifesta con il sintomo del cibo, ma se non si risolvono i problemi psicologici, e spesso di crescita, si sarà solo normopeso ma con il rischio di sviluppare un altro disturbo come bulimia o binge eating o semplicemente vivere nel profondo disagio psicologico.

3. Ciclo mestruale sì, ciclo mestruale no. Va ribadito che la scomparsa delle mestruazioni nei casi anoressia o bulimia, spesso può anche sorgere prima del dimagrimento. Questo vuol dire che il ciclo mestruale non solo si blocca a causa delle poche risorse dell'organismo denutrito, ma anche perché ha una valenza spesso legata ad aspetti più emotivi. Concentrarsi sull'aspetto medico o addirittura forzare il corpo con le finte mestruazioni della pillola estro-progestinica, non sempre può essere una buona soluzione per chi non è ancora pronta a fare i conti con quello che il ciclo mestruale rappresenta davvero per loro a livello personale e psicologico.

4. Pensare di dover mangiare di più. Un pezzetto di torta o di pizza non cambierà davvero le condizioni di un disturbo grave come l'anoressia. Molte ragazze sono combattute tra l'accontentare i familiari assaggiando cibi che le spaventano e la paura di ingrassare. Se è vero che sotto una certa soglia di peso è necessario un intervento sanitario, è pur vero che non si può pensare che il primo passo di cura sia cominciare a fare pasti normali di punto in bianco.

Togliere la priorità a queste false soluzioni, vi permette di focalizzarvi su quali siano le vere paure che nella vostra vita e nelle relazioni con gli altri, vi stanno mettendo in difficoltà. Una volta che riuscite a far emergere i conflitti e le emozioni sgradevoli, potrete anche far emergere i veri desideri e poter finalmente realizzare voi stesse come autonome e più serene anche nei rapporti con gli altri.


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© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Psicoterapeuta Pesaro. Design by Fearne.