PSICOLOGIA DEL CICLO MESTRUALE



Quali sono gli aspetti psicologici del ciclo mestruale? Perché da sempre le mestruazioni sono ignorate anche dalla ricerca clinica in psicologia? E' difficile dare una risposta ad un tema così ancora fortemente tabù nella nostra società. In questo post provo a raccontare perché è importante dare valore al ciclo mestruale nel percorso di crescita personale di ogni donna.



PERCHE’ IGNORIAMO LE MESTRUAZIONI


Il ciclo mestruale dei tempi moderni è un evento seccante, un inconveniente che magiche pillole antidolorifiche e assorbenti ultra-tecnologici possono quasi cancellare e permetterci subito di tornare alla nostra giornata performante fatta di corse a lavoro, giro a riprendere i bambini da scuola e lezione in palestra. O almeno questa è la rappresentazione che ne danno i media e quindi la società in cui viviamo.
Ma è davvero così? Realmente i crampi delle mestruazioni, la stanchezza e l’umore pessimo si possono mettere da parte durante alcuni giorni del mese e fare come se nulla fosse?
Dal numero imponente di disturbi legati al ciclo mestruale si direbbe di no. Quindi qualcosa non funziona e cerchiamo di capire perché.
E’ importante partire dal presupposto che il ciclo mestruale non è solo un fastidioso evento corporeo, ma è soprattutto un processo ciclico emotivo e legato al rapporto con il proprio corpo e con il proprio sé.
Provo a spiegarmi meglio.
Il ciclo mestruale è una sorta di bussola interna. Ci dice come stiamo, come ci sentiamo e ci indica anche cosa fare. Eppure diamo per scontato che il ciclo possa essere ignorato e ci preoccupiamo solo se abbiamo sintomi particolarmente dolorosi o intensi. Ci preoccupiamo perché come donne abbiamo paura di “non funzionare”. Abbiamo paura di essere difettate perché diverse da quella norma che ci dice che la donna con il ciclo può fare tutto senza farsi limitare dal corpo. Uso di proposito la parola “limite” perché piace tanto raccontarsi che i limiti vanno superati per dimostrare di essere forti e adeguati, ma è una scemenza: i limiti se ci sono ci sarà un motivo, e prima di lanciarsi a scavalcarli con atti di forza, sarà bene capire perché ci sono e valutare se è bene che restino dove sono.
Durante il periodo delle mestruazioni si da per scontato che dobbiamo tornare operative nel più breve tempo possibile. E’ come se fossimo sintonizzate non sul nostro corpo ma su un corpo irreale, un corpo “come dovrebbe essere”. Invece di fermarci e seguire i nostri ritmi, siamo convinte di dover ignorare il ciclo e risolverlo nel modo più rapido possibile.

IL CORPO NON E’ UN OGGETTO, IL CORPO SIAMO NOI


Il nostro corpo durante il ciclo mestruale ci chiede di prenderci del tempo per noi. Ci chiede di metterci in pausa, di riposare e di entrare in maggiore connessione con il nostro corpo. Di seguire i nostri tempi rallentati, di dormire di più, di “lasciar andare”, nel metaforico flusso, le cose meno importanti.
Il corpo non è un dato di fatto, come sottolinea Susie Orbach, è molto di più: è la rappresentazione di noi stessi, delle nostre emozioni, dei nostri vissuti legati al contesto in cui siamo vissuti, alle relazioni che abbiamo con gli altri e con noi stessi.
Il corpo non è semplice oggetto da trasformare o gestire a piacimento. Il corpo non è una parte di noi, ma siamo proprio noi. Le stesse emozioni, a ben pensarci, sono corporee e si manifestano con sensazioni fisiche. Perché il nostro ciclo mestruale dovrebbe essere diverso?

PSICOANALISI E MESTRUAZIONI


Sorprende scoprire come nella ricerca in psicoanalisi il tema del ciclo mestruale e le dinamiche psichiche femminili ad esso legato, siano in realtà quasi del tutto assenti.  Ho trovato però interessante una ricerca della Donmall (What it means to bleed: an exploration of young women’sexperiences of menarcheand menstruation ) che invece finalmente prova a tracciare 3 aspetti importanti legati alle mestruazioni e alla psicologia femminile:
1. il ruolo della madre nell’accogliere e vivere le prime mestruazioni;
2. la difficoltà emotiva e psicologica legata al ciclo irregolare per il timore che qualcosa di interno al proprio corpo non funzioni, quindi di essere inadeguate;
3. l’associazione mentale tra le mestruazioni e la sporcizia e la vergogna, che racconta come per molte donne questo vissuto negativo sia associato anche alla sessualità.

IL CICLO MESTRUALE COME STRUMENTO DI CRESCITA PERSONALE


Credo che il ciclo mestruale sia uno strumento prezioso per allenare la consapevolezza di sé partendo dal corpo fino ad arrivare alle emozioni e al nostro benessere.

1. Per esempio dare spazio al nostro ciclo mestruale e conoscerlo meglio, ci permette di iniziare ad osservare piccoli cambiamenti che possono aiutarci talvolta anche ad individuare segnali di problematiche o patologie.
2. Assecondare i ritmi del ciclo mestruale durante tutto il mese, ci permettono di abbassare lo stress per la pressione performante di dover essere sempre all’altezza, anche se stiamo male, ed è un buon allenamento di consapevolezza interiore.
3. Essere più connesse con sé stesse vuol dire iniziare a togliere strati di maschere, aspettative irreali, smettere di fingere e poter essere più autentiche, trovare la propria identità ed essere libere di essere davvero se stesse.

Conoscere il proprio ciclo mestruale davvero permette tutto questo?


Il ciclo mestruale è come una mappa che ci permette di entrare in contatto con noi stesse. Ma è un viaggio che a volte può richiedere tempo e aiuto.
Un primo passo oggi può essere iniziare a riflettere su come vivete in questo momento il ciclo mestruale e chiedervi come invece vorreste che fosse da qui al prossimo anno, per esempio iniziando un diario mestruale.

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© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Psicoterapeuta Pesaro. Design by Fearne.