Orientamento sessuale e identità di genere: agli uomini eterosessuali piace il rosa.


Che cos'è l'identità di genere e l'orientamento sessuale?


L'identità di genere è la consapevolezza che ognuno di noi ha di essere maschio o femmina. A volte questo può essere un problema nel momento in cui si avverte che il sesso biologico non corrisponde all'identificazione con il proprio sesso.

L'orientamento sessuale è il provare attrazione per il sesso opposto, simile o entrambi. Anche se l'orientamento sessuale è un aspetto su più dimensioni: vanno ad integrarsi aspetti erotici, sentimentali, comportamentali e atteggiamenti sessuali, ma non sempre tutte queste dimensioni sono univoche o in armonia. Da qui la complessità dell'essere umano.

Perché c'è tanta difficoltà ed ignoranza nell'affrontare queste tematiche legate alla sessualità?


La paura di ciò che non conosciamo di noi stessi, spesso ci spinge ad evitare tutto ciò che potrebbe dare disconferma delle nostre piccole certezze.

Chi ha paura della teoria gender, se non esiste?


I Subsonica cantavano:

"Paura della morte 
Paura della vita
Paura che la vita sfuggendo tra le dita
Paura che diversa sarebbe anche possibile
Paura del diverso 
Paura del possibile"

In questi mesi in cui si discute di una fantomatica teoria gender, in virtù della quale, secondo alcuni movimenti ideologici deputati a creare disinformazione, si porterebbe nelle scuole la masturbazione in classe ed altre baggianate del genere, la paura generale prende il sopravvento e come dicono gli inglesi: "il cane pauroso abbaia più degli altri".


I pregiudizi sulle tematiche gender nascono dal non sapere e dalla paura dell'Altro da noi


E infatti mi sono ritrovata con una persona che, per stile e grado di paura, sicuramente è capace di abbaiare meglio di me.
Questo è l'increscioso episodio che mi ha visto, mio malgrado, protagonista: veniva citata, con orgoglio, la priorità assoluta delle cause ormonali alla base dell'identità sessuale,  dell'orientamento sessuale e del ruolo di genere ( come se fossero la stessa cosa ) sul blog di una donna, che tentava di convincerci che preferire il "colore rosa" da parte di una donna o di un uomo omosessuale sia dovuto agli ormoni femminili, così come per altri aspetti femminili o maschili, come se nascessimo programmati.
Punto. L'autrice purtroppo non ci ha aggiornato sulle preferenze di uomini eterosessuali, lesbiche, bisessuali, transgender, ecc. 
Io ho lasciato un mio commento critico a questa teoria, sul blog di questa donna.


"Ruolo di genere": chi era costui?


Questa teoria è stata enunciata, non leggendo un articolo su Science o un comunicato dell'OMS, ma estrapolata liberamente dai  risultati del dott. Rahman sull'eziologia bio-genetica dell'orientamento sessuale ( se volete leggervi l'intervista al dott. Rahman potete andare su Le origini dell'omosessualità - gay.tv ).
Ovviamente nell'esempio del colore rosa, stiamo parlando in realtà di ruolo di genere e cioè quando il contesto socio-culturale costruisce delle aspettative condivise, su ciò che viene considerato prettamente femminile o prettamente maschile per una donna o per un uomo. Inoltre, nell'esempio citato, è stato  penosamente cavalcato il solito pregiudizio che un uomo omosessuale debba essere, da "clichè", effeminato o essere una "donna mancata".

Resto sorpresa da tanti pregiudizi e luoghi comuni, messi tutti insieme. Eppure questo modo di ragionare non lo troviamo nella vecchina ottantenne che ha vissuto in un paesino, nella nebbia della pianura padana, ma spesso proprio in coloro che a parole affermano di essere per una promozione del benessere femminile e l'empowerment, ma nei fatti certi discorsi tradiscono una mentalità rigida ed una difficoltà alla messa in discussione.
A proposito dell'educare al rispetto del maschile e del femminile c'è un bellissimo progetto a cui ha collaborato la mia carissima Benedetta Gargiulo, autrice, che si chiama “Pari o dispari? Il gioco del rispettoun progetto che nasce in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle attività volte alla prevenzione della violenza di genere ( da giocodelrispetto.org )


La ricerca bio-genetica è necessaria, il riduzionismo biologico un po' meno


Insomma in questo festival della confusione su concetti base della sessualità umana offertoci da questa blogger, spezziamo una lancia a favore del povero dott. Rahman, ingiustamente chiamato in causa a sostegno del colore rosa, che è sicuramente noto per le sue ricerche ( e che genetisti e biologi facciano ricerca nell'ambito della sessualità è solo un bene, intendiamoci! ), ma il riduzionismo biologico è una modalità di lettura del comportamento umano piuttosto datata. 

Lo sviluppo della sessualità umana


Gli aspetti biologici, psicologici, culturali e relazionali sono un insieme di elementi che vanno a configurare l'unicità di ogni essere umano. 
Non lo dico io, né una blogger con molta fantasia, ma piuttosto è la posizione ufficiale della comunità scientifica mondiale, l'Organizzazione Mondiale della Sanità:

"Le persone giocano un ruolo importante e attivo nel proprio processo di sviluppo durante le varie fasi di vita. Integrare la sessualità con gli altri aspetti della personalità, quali lo sviluppo dell’autostima, le competenze inerenti le relazioni e la costruzione dei legami, è un importante compito di sviluppo per i giovani. Tutti i cambiamenti nello sviluppo sessuale sono anche influenzati da fattori biologici, psicologici e sociali: in base all'esperienza, le persone si fanno un’idea di quale tipo di comportamento sessuale - quando e con chi- sia “appropriato”, quali conseguenze e reazioni aspettarsi e come debbano sentirsi al riguardo." ( Ufficio Regionale per l’Europadell’OMS e BZgA - Standard per l’Educazione Sessuale in Europa


La complessità fa spesso paura


Quindi risulta evidente che è molto più complesso di come racconta Rahman: la sessualità non equivale ad un bivio, eterosessualità oppure omosessualità, ma è un continuum all'interno del quale  è possibile sperimentare differenti sentimenti d'amore e di attrazione sessuale per entrambi i due sessi. 

La complessità "del possibile", come suggeriva il testo dei Subsonica, è il vero elemento minaccioso.
Perché ridurre tutto a spiegazioni semplicistiche e sbrigative è comodo, indolore e soprattutto ci tira  fuori dalla difficile situazione di non sapere e di non avere tutte le risposte.

Ma d'altronde "avere le risposte" è un'illusione.
A volte stare nell'attesa e nel vuoto può solo essere salutare.

Invece molti di noi corrono affannosi, alla ricerca di una risposta immediata, per qualsiasi cosa: basta aprire google e con un clic la nostra ansia del vuoto si placa.


Su quella volta che sono caduta nel blog sbagliato


Ho riflettuto a lungo se pubblicare o meno questo post, ma poi ho pensato che a volte arrabbiarsi è importante e necessario. 
Ho fatto questa riflessione oggi, dopo che ho scoperto con mio grande stupore che la scorsa settimana il mio commento sul blog era stato per due volte cancellato ( che è un sacrosanto diritto di ogni blogger: tua la casa, tue le regole ). Purtroppo l'autrice ha sentito però anche l'esigenza di mettere il mio nome e cognome, accusandomi con la menzogna di aver dato un nome falso, senza concedermi diritto di replica e di fatto diffamandomi senza motivo.
Non amo le polemiche e non ricorrerò per vie legali, considerando che preferisco investire il mio tempo libero in cose maggiormente edificanti. Ma datosi che questo è il mio spazio web, eccolo qui, il mio intervento censurato: 

"Ciao Xxxxxx, io ho compilato il form dei commenti con il mio nome e cognome, perché non e’ mia prassi scrivere come anonima. Quindi non capisco perché tu debba affermare il contrario. Ad ogni modo a scanso di equivoci ti riposto il mio commento e lo firmo sotto, con i miei contatti, se vuoi discutere sul tema dell’identità di genere da un punto di vista scientifico e non dando spazio all’opinione di un unico ricercatore che ha questo approccio univoco. Ormai nella medicina, come nella psicologia, la ricerca da molti anni preferisce approcci multidisciplinari e meno riduttivi. Ecco qual era il mio commento che non hai pubblicato, fermo restando che e’ il tuo blog e puoi quindi non pubblicare quello che non ti piace, la comunità scientifica se ne farà una ragione, stai tranquilla:
- Ciao Xxxxxx, non è la prima volta che leggo che sostieni che l’influenza ormonale determini l’identità di genere. Scusami ma non so dove tu abbia letto questa teoria, ma permettimi di dire che fa tanto medicina dell’800. In un Paese in cui si sta scatenando il putiferio in questi mesi, proprio riguardo la disinformazione sulla fantomatica Teoria Gender, sentire certi discorsi, sulla costruzione dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale determinata semplicemente da “gli ormoni”, è imbarazzante. E vuol dire ignorare 50 anni di ricerca sull’eziologia bio-psico-sociale dell’identità individuale.
Susanna Murray, info@susannamurray.com -"

Mi dispiace soprattutto avere nuovamente conferma di come certi argomenti siano spinosi e sebbene oggi si parli tanto spudoratamente di "sesso", in realtà siamo immersi nell'analfabetismo emotivo e sessuale.



Educare all'affettività nelle scuole: polemiche e verità


Educare all'affettività e alla sessualità è il progetto delle Linee guide redatte dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che spiega l'importanza di  "introdurre l’educazione sessuale olistica. L’educazione sessuale olistica fornisce a bambine/i e a ragazze/i informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità e contemporaneamente li aiuta a sviluppare le competenze necessarie ad agire sulla base delle predette informazioni, contribuendo così a sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque."
Se volete saperne di più sulle polemiche e sulla realtà dei fatti in merito alla falsa teoria gender, v'invito a leggere questo articolo dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

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