Per molto tempo siamo stati abituati a considerare il corpo e la mente come due dimensioni separate: da una parte ciò che accade nell'organismo, dall'altra i pensieri, le emozioni e la vita psicologica. Oggi sappiamo che questa distinzione è molto meno netta di quanto si sia creduto e che il nostro benessere dipende da una relazione continua e complessa tra processi fisici e psicologici.
Già Freud, oltre un secolo fa, scriveva che «l'Io è anzitutto un Io corporeo», sottolineando quanto l'esperienza del corpo sia fondamentale nella costruzione della nostra identità.
Fin dalla nascita, infatti, è attraverso il corpo che entriamo in relazione con il mondo. Prima ancora di poter riconoscere e dare un nome alle emozioni, sperimentiamo sensazioni di piacere, disagio, tensione, fame, contatto e rassicurazione. Le prime relazioni si costruiscono anche attraverso lo sguardo, la voce, il movimento e il contatto fisico, esperienze che contribuiscono progressivamente allo sviluppo della nostra vita emotiva.
Anche da adulti, molte emozioni si manifestano inizialmente attraverso sensazioni corporee: un'accelerazione del battito cardiaco, una tensione muscolare, un nodo allo stomaco, una modificazione del respiro. Talvolta riconosciamo immediatamente ciò che proviamo; altre volte facciamo più fatica a comprendere il significato di queste sensazioni e a collegarle a ciò che stiamo vivendo.
La ricerca medica e psicologica ha approfondito sempre di più il rapporto tra stress, regolazione emotiva, sistema nervoso e funzionamento dell'organismo. Le esperienze di vita e le condizioni di stress possono influenzare numerosi processi fisiologici, così come una malattia fisica può modificare profondamente il nostro equilibrio psicologico.
Corpo e psiche sono quindi dimensioni inseparabili della nostra esperienza. È a partire da questa prospettiva che, nel mio lavoro psicoterapeutico, considero anche il modo in cui una persona vive il proprio corpo, ne interpreta i segnali e affronta le difficoltà che possono riguardarlo.
Somatizzazione e sintomi psicosomatici
A volte il corpo sembra esprimere un disagio che non riusciamo ancora a riconoscere o a tradurre in parole. Tensioni muscolari, mal di testa, disturbi gastrointestinali, alterazioni del sonno e manifestazioni cutanee possono, in alcune situazioni, essere influenzati anche da fattori emotivi e da condizioni di stress.
Il termine psicosomatico non significa che il sintomo sia immaginario o meno importante di un disturbo di origine organica. La sofferenza fisica è reale e richiede sempre un'adeguata considerazione clinica. Inoltre, condizioni come gastriti, dermatiti, cefalee e disturbi intestinali possono avere cause differenti, nelle quali i fattori psicologici non necessariamente svolgono un ruolo principale.
Quando esiste una relazione tra il disagio emotivo e le manifestazioni corporee, la psicoterapia può aiutare a riconoscere le situazioni che provocano tensione, comprendere le proprie reazioni e sviluppare una maggiore capacità di identificare ed esprimere le emozioni.
In alcuni casi, questo lavoro può contribuire anche a ridurre la frequenza o l'intensità dei sintomi, pur senza sostituire gli accertamenti e le cure mediche necessari.
Ipocondria e ansia per la salute: quando il corpo diventa una minaccia
Per alcune persone il rapporto con il proprio corpo è caratterizzato da una preoccupazione continua. Ogni sensazione viene osservata attentamente, ogni cambiamento può essere interpretato come il segnale di una malattia grave e anche una rassicurazione medica può offrire soltanto un sollievo temporaneo.
Nell'ipocondria, oggi più frequentemente descritta attraverso le categorie cliniche dell'ansia di malattia e di alcune forme di disturbo da sintomi somatici, il corpo può diventare qualcosa di imprevedibile e pericoloso, da controllare costantemente.
L'attenzione si concentra sui segnali fisici, spesso attraverso verifiche ripetute, ricerche di informazioni mediche o richieste di rassicurazione. Paradossalmente, quanto più si cerca di ottenere la certezza di essere sani, tanto più può aumentare la sensibilità verso ogni minima sensazione corporea.
Il corpo rischia così di perdere la sua dimensione di piacere, relazione e incontro con il mondo, diventando soprattutto una possibile fonte di minaccia.
Nel lavoro psicoterapeutico è importante comprendere il significato di queste paure, il rapporto con l'incertezza e il bisogno di controllo, aiutando la persona a sviluppare una relazione meno angosciosa con le proprie sensazioni corporee.
Malattie croniche e dolore persistente: convivere con il limite
Ricevere una diagnosi di malattia cronica può rappresentare un cambiamento profondo nella vita di una persona. Non si tratta soltanto di affrontare sintomi, terapie o limitazioni fisiche, ma anche di confrontarsi con un'immagine di sé che può essere molto diversa da quella precedente.
Attività un tempo semplici possono richiedere uno sforzo maggiore, i progetti possono dover essere modificati e la possibilità di programmare il futuro può diventare più incerta.
Accettare la presenza di una malattia cronica richiede spesso tempo. Possono emergere rabbia, tristezza, paura, sentimenti di ingiustizia e difficoltà a riconoscersi in un corpo che non risponde più come prima.
Anche le relazioni possono risentirne. Familiari, amici e partner non sempre riescono a comprendere pienamente la complessità di una condizione che accompagna la persona quotidianamente, soprattutto quando i sintomi non sono immediatamente visibili. Questo può generare una profonda solitudine.
La psicoterapia può offrire uno spazio nel quale elaborare questi cambiamenti, riconoscere la sofferenza e trovare un modo personale di convivere con i limiti imposti dalla malattia, senza sentirsi obbligati a mostrarsi sempre forti o positivi.
Accogliere il limite non significa rassegnarsi o rinunciare a cercare le cure più appropriate. Significa anche potersi concedere la difficoltà di stare male, senza vivere ogni momento di fragilità come una sconfitta.
Infertilità, endometriosi e salute femminile
Il rapporto con il corpo assume significati particolari anche nelle esperienze legate alla salute ginecologica, alla sessualità e alla fertilità.
Il ciclo mestruale e i cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita possono influenzare profondamente l'esperienza corporea. Condizioni come la dismenorrea, l'endometriosi, l'adenomiosi e la sindrome dell'ovaio policistico possono comportare dolore, limitazioni e difficoltà che incidono sulla quotidianità, sulle relazioni e sul rapporto con se stesse.
Quando sono presenti anche difficoltà di concepimento, la sofferenza può coinvolgere desideri e progetti profondamente significativi. I percorsi di infertilità e di procreazione medicalmente assistita possono essere accompagnati da attese, speranze, delusioni e da un rapporto talvolta doloroso con un corpo che sembra non corrispondere alle proprie aspettative.
Queste esperienze possono interrogare aspetti importanti dell'identità personale e, per alcune donne, del proprio vissuto di femminilità. Naturalmente, la maternità non definisce il valore o l'identità di una donna, e il significato attribuito alla fertilità è profondamente individuale.
Nel mio lavoro considero importante offrire uno spazio in cui poter affrontare anche le emozioni più difficili, comprese la rabbia, l'invidia, la tristezza e il senso di perdita, senza sentirsi giudicate o obbligate a vivere queste esperienze in un determinato modo.
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La psicoterapia nel rapporto tra corpo e psiche
Sono la dott.ssa Susanna F. Murray, psicologa e psicoterapeuta con oltre vent'anni di esperienza professionale. Il mio orientamento è prevalentemente psicodinamico e psicoanalitico, integrato, quando appropriato, con tecniche espressive e corporee.Nel lavoro psicoterapeutico considero la storia personale, le relazioni e le esperienze emotive insieme al modo in cui ciascuno vive il proprio corpo e le sue trasformazioni.
Il percorso viene costruito a partire dalle difficoltà e dalle esigenze della persona, senza presupporre che ogni sintomo fisico abbia un'origine psicologica o un significato emotivo nascosto.
Ricevo nel mio studio a Pesaro e svolgo percorsi di psicoterapia individuale anche online.
