Cercasi psicologo urgentemente



SOS psicologo


In estate noto insieme ad altri colleghi, che dallo psicologo arrivano molte richieste di consulenza e presa in carico, con un vissuto d'urgenza da parte dei nuovi pazienti. Nella richiesta urgente è spesso leggibile una difficoltà a fare i conti con il disagio che quasi si vorrebbe poter magicamente far sparire. Io spesso rido insieme ad alcuni miei pazienti più navigati e che con la sofferenza ormai c'hanno fatto il callo e la fronteggiano con coraggio, dicendo che con loro sono in attesa da anni della "pillola che fare stare meglio", in un'unica assunzione definitiva. E niente. Non ancora l'hanno inventata.
Perciò non ci rimane che rimboccarci le maniche e lavorare duramente per stare un po' meglio.

Cosa accade alle richieste urgenti? 


E' difficile dirlo. A volte osservo un iniziale entusiasmo che già dalla seconda seduta cede invece il posto all'angoscia e al desiderio di poter cancellare quel terribile malessere di fondo. In molti pazienti delle urgenze estive noto il riferire quella sensazione che usciti dalla mia stanza non si sono avuti gli sperati consigli su cosa fare (come fanno illusoriamente vedere alla tivvù gli psicologi nei film) e che tocca invece farsi carico di tante cose, una su tutte è il proprio benessere.

Lo psicologo non può infondere coraggio per contagio, ma può accompagnare in questo percorso faticoso e pieno di ostacoli. Anzi io proprio mi visualizzo con alcuni, immagino che li tengo per mano e nei momenti più difficili la stringo forte per tenerli saldi e non perderli nella bufera.

Mettere in crisi l'immagine ideale di sé a cui ci siamo affezionati


Quello che alla fine dell'estate ho potuto osservare è che la metà dei pazienti di questo tipo va via: la frustrazione di fare i conti con un disagio che non si può mandare via nell'immediato e il timore di risultare inadeguati, senza la forza di poter sopportare di vedersi in difficoltà, li porta a lasciare il lavoro terapeutico. Spesso c'è il desiderio nascosto di poter essere in gamba, sempre vincenti e un po' superman, senza fragilità: ce li vedete ad andare in terapia e a doversi sentire all'inizio spauriti, fragili e dover guardare seduta dopo seduta tutti propri limiti e quindi disconfermata questa immagine grandiosa?

Iniziare una psicoterapia richiede tanto coraggio e un po' d'incoscienza. Tutti ovviamente abbiamo delle aspettative di come sarebbe andare dallo psicologo. Anch'io quando iniziai la mia prima analisi ne avevo molte e ricordo che il mio vecchio analista mi disse, anni dopo, che se avesse dovuto dire ad ogni paziente che iniziava, il tempo e le energie che sarebbero servite per la loro terapia, li avrebbe fatti fuggire tutti.

E niente. Siamo tutti nella stessa barca, c'è chi rema al buio e chi invece già vede terra, ma non siamo soli.


© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Pesaro. Design by Fearne.