Disturbi psicosomatici: dove vanno le emozioni che non ci piacciono


Che cos'è la psicosomatica?


Quando si parla di psicosomatica ci si riferisce principalmente ad un modello teorico che integra gli aspetti medici e psicologici di una malattia. Ne consegue che "somatizzare" significa usare il corpo per comunicare a sé e agli altri un disagio di altro tipo.

Io somatizzo.


Si sente spesso parlare di come lo stress e le preoccupazioni possano condurre una persona ad ammalarsi.
Ma cosa significa avere un problema fisico caratterizzato da sintomi e dolori, la cui causa viene attribuita in modo sbrigativo allo stress?

Alcuni pazienti arrivano nel mio studio con un'indicazione ricevuta dal proprio medico. Le storie sono piuttosto simili, così come le diagnosi ricevute: "Stia tranquillo, è solo un po' di stress!" "Il suo problema è l'ansia, perché non va a fare due chiacchiere con uno psicologo?" e via di seguito.

Lo psicologo può guarire?


Davanti a sintomi fastidiosi e limitanti, contattare lo psicologo è spesso vissuto da questa tipologia di pazienti come l'ultima spiaggia. Dopo farmaci vari, agopuntura, fiori di bach e quant'altro, il paziente arriva stanco, preoccupato e deluso: "chi mi aiuterà?" "dovrò restare così per sempre?" "vorrei solo tornare come ero prima!".
Mille interrogativi e una gran fretta di trovare il rimedio risolutivo dopo mesi o anni di dolore e disagio.
Eppure lo psicologo non ha soluzioni magiche. Non dispone di pillole express di benessere da somministrare con le parole. Ma l'incontro con lo psicologo può essere l'occasione per fermarsi e trovare le giuste domande dentro di sè.
Sì, le domande.
Le risposte ognuno le trova da solo. Ma per dare un senso a tutto quel malessere fisico, a quei sintomi insopportabili che rovinano la qualità dell'esistenza, è necessario sapersi chiedere le cose giuste. E ora proverò a spiegare cosa intendo.

Mente-corpo un'unità indivisibile.


E' ormai consolidata dalla comunità scientifica internazionale, e dalla medicina tradizionale, l'importanza della lettura dell'essere umano su due livelli: quello corporeo e quello psicologico in totale integrazione. Tuttavia sebbene ci s'impegni a tracciare percorsi di salute con un approccio multidisciplinare ( dove quindi s'incontrano diverse professioni sanitarie che integrano i loro interventi in sinergia ), nella pratica si fa ancora riferimento ad un modello dissociato dove da una parte si cura il corpo e dall'altra la psiche.
Non è colpa del medico, ma è proprio la cultura in cui siamo immersi che porta gli stessi pazienti a percepirsi come corpo e mente separati.
Tanto che le aspettative dei pazienti che presentano disturbi psicosomatici sono molto irreali e poco vicine alla loro sofferenza più vera. Spesso mi chiedono fin da subito cosa farò per farli stare meglio, quanto tempo ci vuole, cosa devovo fare e tutta una serie di richieste concrete da attivare ed agire subito, come se appunto ci fosse un corpo-oggetto, un motore dell'auto che non funziona e che bisogna far ripartire. Punto.
Senza rendersi conto invece che saranno proprio loro, i pazienti, a trovare la cura. Non sarò io psicologo a somministrare qualcosa. La terapia la costruiremo insieme.

Emozioni senza parole


La cosa più frequente che si riscontra in chi vive un profondo disagio psicosomatico è la mancanza della capacità di riconoscere le proprie emozioni. Anzi direi che spesso essi le negano. Come se non ci fossero.
Tuttavia queste emozioni da qualche parte vanno: tutte nel corpo.
Le emozioni che non sappiamo di provare. Quelle sgradevoli e dolorose. Quelle inaccettabili.
Tutte insieme vengono spedite nel corpo col biglietto di sola andata, nella speranza di eliminarle, come si fa mettendo la polvere sotto il tappeto di nascosto.

4 step per affrontare il disturbo psicosomatico


Esistono diversi disturbi psicosomatici: i più frequenti sono dermatiti, disturbi gastrointestinali, sindrome da colon irritabile, asma, cefalea tensiva e disturbi dell'apparato urogenitale. Molte persone che si rivolgono allo psicologo sperano nella soluzione definitiva. Io ho osservato 4 elementi fondamentali nella terapia di coloro che soffrono di disturbi psicosomatici:

- Relazione con il terapeuta: il rapporto che si crea tra paziente e psicologo ( come ho già detto in altri post ) è alla base della cura. E' proprio necessario che la persona impari a mettersi in gioco in un altro modo nella relazione con gli altri e con il proprio disagio. Non ci sarà il medicinale "il cui ideale è fondamentalmente "anestetico" e in nulla interroga il rapporto che il soggetto intrattiene col trauma e col dolore" come dice Scognamiglio ( Approccio psicodinamico al disturbo psicosomatico ). Ci sarà invece una relazione che può aiutare il paziente ad avvicinarsi al proprio sintomo e a riconoscerne il valore e la sua paradossale utilità ( già, a volte c'è un vantaggio secondario e poco esplicito in alcuni sintomi fisici );

- Ascolto del corpo: utilizzare tecniche psicorporee è spesso un buon accelleratore e permette al paziente, che non ancora ha appreso il linguaggio delle emozioni, di sperimentare nel corpo quello che maggiormente teme e che trova misterioso: le emozioni;

- Dare parole alle emozioni: se con il tempo s'impara a riconoscere il proprio corpo e le sensazioni corporee, ne consegue in modo molto spontaneo e naturale poter distinguere un'emozione dall'altra: la rabbia e la delusione, poi la tristezza e la paura, l'impotenza e via via fino al bisogno di vicinanza e di amore;

- Perché il disturbo psicosomatico: infine molte persone si sforzano alla ricerca delle "cause" del loro disagio. E' difficile dare una risposta univoca. Di certo molte persone che faticano ad esprimere e riconoscere le proprie emozioni sono stati neonati non sostenuti a comunicare il proprio disagio e spesso hanno imparato ad utilizzare esclusivamente i sintomi fisici per poter essere riconsciuti e consolati. Tuttavia in alcuni casi rientrano una serie di traumi e v'invito a leggere questo post che ho scritto sul trauma per approfondire l'argomento.


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