La bigoressia e come imparare ad affidarsi al corpo

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Sentiamo spesso che le donne non si piacciono e vivono un disagio più o meno profondo riguardo il proprio corpo. Anche in questo blog tratto spesso questi argomenti: autostima, immagine corporea, disturbi del comportamento alimentare, psicologia della moda e dell'abbigliamento e altri aspetti del mondo femminile legato all'identità e al corpo.
Ovviamente trattando spesso di "problematiche" femminili e di come a volte la donna viva la pressione culturale e sociale, anche attraverso i mass media, legata all'immagine imposta di un corpo femminile irreale e irraggiungibile, sembrerebbe ad una prima riflessione che gli uomini invece possano stare sereni, che nessuno viva angosce rispetto alla propria immagine corporea o all'autostima corporea.
Appunto..sembrerebbe.
Ma vi sbagliate.


La sindrome di Adone: il disagio dell'immagine corporea maschile


Per molti uomini il disagio legato all'immagine corporea è significativo, come lo è sempre di più dai dati emergenti sui casi di insoddisfazione per il proprio aspetto, in aumento nella popolazione maschile ( dati newyork.cbslocal.com ).

Se secondo i dati è vero che il 45 % degli uomini non si piace e si vorrebbe con gli addominali scolpiti, indubbiamente lo possiamo affermare anche noi con una semplice e rapida indagine nella palestra sotto casa: gli uomini che dedicano ore in palestra, non per il semplice piacere di svolgere un'attività fisica, ma condizionati dal bisogno di raggiungere una certa massa muscolare, con la pancia piatta ( a proposito, anche le donne rincorrono questo obiettivo leggendario della pancia piatta..chissà cosa si dovrebbe nascondere dentro la pancia e perché va mortificata? ), addominali e bicipiti marcati e tonici.
Gli uomini sentono che la loro autostima e il loro valore si può misurare dalle dimensioni della loro massa muscolare, per potersi sentire davvero di successo, potenti e attraenti.

In alcuni casi questa ossessione per il corpo e la forma fisica si può trasformare in un disagio detto "Bigoressia" che tecnicamente è una forma di dismorfismo corporeo tipicamente maschile.


Che cos'è il dismorfismo? Il disturbo dell'immagine corporea


Il dismorfismo corporeo è definibile come "preoccupazione per un supposto difetto nell'aspetto fisico. Se è presente una piccola anomalia, l'importanza che la persona le dà è di gran lunga eccessiva. Tale preoccupazione causa disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti" (  da DSM-V. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ).

La bigoressia, detta appunto sindrome di Adone, si caratterizza per un esercizio fisico eccessivo, consumo di integratori proteinici, con pericolosi dosaggi "fai da te", alimentazione poco equilibrata o rigidità alimentare ( si mangia poco o solo certi tipi di cibo seguendo diete insufficienti o poco salutari ).
Alla lunga questi comportamenti possono portare a danni al sistema renale, epatico. Lesioni muscolari o danni alla colonna vertebrale a causa di un intenso esercizio fisico.
Inoltre possono venirsi a creare difficoltà legate al comportamento alimentare  e alla dipendenza da esercizio fisico.

Quali sono i sintomi tipici della bigoressia che potreste osservare in un uomo?


  • Esercizio fisico eccessivo
  • Attività fisica vissuta con un atteggiamento compulsivo
  • Abuso di integratori e costante consumo di frullati di proteine
  • Irritabilità e scoppi d'ira
  • Passaggi frequenti da momenti di tristezza e vuoto a momenti di euforia e allegria.
  • Angoscia e sensi di colpa se non si riesce ad andare per una volta in palestra
  • Evitare occasioni o eventi con i familiari o gli amici per potersi isolare e svolgere attività fisica.
I mass media e le campagne pubblicitarie di abbigliamento, prodotti dietetici e cosmetici piuttosto che di attrezzi ginnici, hanno creato nel mondo maschile un bisogno di acquisto al fine di potersi sentire adeguati al ruolo e al corpo maschile muscoloso, che viene richiesto da certi paradigmi culturali.
Tuttavia il problema è più profondo.
Sono proprio i nostri corpi, femminili e maschili, a dover essere plasmati, trasformati, controllati, per illudersi di poter gestire gli aspetti distanti dai modelli corporei imperanti, gli anni che passano, la malattia, le rughe, le menomazioni, insomma in una parola la morte e il cambiamento.
Ma forse il vero tabù sono le sensazioni corporee e le emozioni connesse al corpo, sia positive che negative?
Se il tabù è la morte purtroppo lo è anche lasciarsi andare alla vita e a ciò che non possiamo prevedere e controllare.
La vera rivoluzione è potersi fidare di ciò che il corpo chiede, senza imporre controlli alimentari o estenuanti esercizi fisici.


Stare bene con se stessi e con il proprio corpo: 5 strategie


In molti casi il percorso per riacquistare un sano rapporto con la propria immagine può richiedere l'intervento da parte di un professionista. Chiedere aiuto rivolgendosi ad uno psicologo è l'inizio di un cammino che può aiutarvi ad uscire da pensieri angoscianti rivolti al vostro corpo: senso di inadeguatezza per una muscolatura mai soddisfacente, sensi di colpa se saltate una sessione in palestra e disagio o vergogna per alcune parti del corpo che trovate inaccettabili.
Come ho già detto il corpo non è un oggetto, ma siete voi. Iniziate a "viverlo" non ad usarlo come fosse una macchina che deve raggiungere risultati.
Imparate ad affidarvi al vostro corpo e a seguire le sensazioni che percepite.
Qualche piccola strategia potrebbe aiutarvi nel frattempo:

1. Provate ad indossare abiti con cui siete a vostro agio, facendo prevalere l'idea che l'abito può essere un modo per esprimere se stessi, non per impressionare gli altri. 

2. Evitate la bilancia. Se è necessario che il vostro peso sia monitorato, lasciate che sia lo specialista a farlo e a gestire per ora la cosa. Quando vi sentirete più sereni in merito al vostro corpo e al vostro peso, potrete decidere di voler sapere quale sia il numero sulla bilancia. La bilancia non deve essere un altro strumento per misurare la vostra autostima.

3. Bandite per un po' la lettura di riviste e magazine maschili dedicate alla forma fisica o all'abbigliamento. Se non riuscite a guardare con distacco le immagini dei corpi maschili, consapevoli che sono irreali, perché rimaneggiate con photoshop, è meglio evitare di comprare certe riviste col rischio di sentirvi costantemente inadeguati.

4. Dedicate al vostro corpo dei momenti piacevoli: massaggi, trattamenti di bellezza, rilassamento. Può essere un'idea prenotare 1 ora nella spa più vicina o anche semplicemente scegliere di fare un bel bagno nella vasca di casa, scegliendo incensi o candele con aromi rilassanti.

5. Fate che l'attività di movimento del vostro corpo non sia performante, ma un momento per divertirsi e lasciarsi andare. Giocare sul prato con il cane, praticare yoga o passeggiare nella natura possono essere dei validi momenti per ritrovare il piacere di sentire il vostro corpo e riappropriarsi del proprio benessere.



E voi che strategia utilizzate per stare meglio quando siete insoddisfatti del vostro corpo?
Se ancora non vi è chiaro come poter superare il senso d'inadeguatezza potete visitare la mia pagina Immagine corporea per scoprire i miei percorsi dedicati.


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© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Pesaro. Design by Fearne.