Cosa non si dovrebbe mai dire a chi soffre di attacco di panico

Pesaro PU, Italia




Non c’è niente si più svilente e frustrante che soffrire di stati ansiosi e trovare familiari e amici, che con sincero e devoto impegno, tentano di darvi una mano snocciolando una serie di discorsi che avrebbero lo scopo di aiutarvi, ma invece sembrano causare l’effetto opposto.

Nella mia esperienza lavorando con chi soffre nello specifico di ansia e attacchi di panico, spesso l’aiuto degli altri diventa fondamentale anche per svolgere compiti quotidiani, tuttavia si viene anche spinti a superare il disagio con una serie di suggerimenti che smuovono emozioni, diverse e spiacevoli, su più livelli: senso d’inadeguatezza, rabbia, solitudine e sensi di colpa.

Tutti sembrano prolifichi di cose e azioni che dovrebbero aiutarvi a risolvere il vostro problema al più presto, quando invece ciò che sarebbe necessario è avere del tempo per potersi rilassare e concedersi lo spazio per capire cosa non va, senza essere pungolati costantemente.

Anche se non avete una malattia fisica, il disturbo da attacco di panico non si risolve da solo.


Soprattutto la sensazione di non essere compresi diventa il leit motiv di molte persone che vivono i fastidiosi sintomi fisici legati all'attacco di panico.
Pare quasi che avere tachicardia, nausea, vertigini, tremori, senso di svenimento e paura di avere patologie cardiache gravi, siano da implicare ad una scarsa volontà di star bene sul serio.

E a volte non nego che anche in alcuni pronto soccorso c’è il rischio di sentirsi sminuiti nel disagio dal personale ospedaliero: “ Lei sta bene, non ha un infarto..è solo un po’ di stress..cerchi di stare tranquillo”.
E invece si torna a casa con la sensazione che se si ripeterà l’episodio di panico, non sarà proprio così semplice da affrontare, sebbene si possa avere una certificazione di ottima salute.

Un episodio di panico è sufficiente 


Il disturbo di attacco di panico non necessità di molti episodi di panico: uno solo significativo è sufficiente per vivere nella costante paura che si possa ripresentare.
E a volte la paura della paura è molto più invalidante di tutti gli altri sintomi organici.



Ho fatto un elenco delle frasi più frequenti e inutili che chi soffre di attacco di panico può essersi sentito dire ( e se avete voglia nei commenti potete aggiungerne altre in merito alle vostre esperienze):

  • E’ tutto nella tua testa

  • Cerca di reagire

  • Sembra che ti faccia piacere stare male

  • Sforzati di pensare ad altro

  • Alla fine mica è un tumore!

  • Smettila di essere sempre così pessimista

  • Ma in fondo di cosa dovresti aver paura?

  • Non t’impegni davvero per stare meglio!

  • Starai meglio dopo una bella dormita

  • Pensa a chi sta male sul serio

  • Sei solo pigro/a

  • Cerca di non pensarci

  • Non devi avere paura

  • Non essere così fragile



Come reagire di fronte a certi maldestri tentativi di aiuto, che vi fanno solo sentire peggio?


Ecco i miei suggerimenti


1. Innanzitutto deve essere chiaro a voi per primi che il disturbo da attacco di panico è un disagio reale parificabile a qualsiasi altro problema di natura “organica”, come un problema ai legamenti nel ginocchio che v’impedisce di correre o stare troppo in piedi. Quindi va affrontato senza indugi rivolgendosi ad un professionista per trovare una soluzione concreta;

2. Le persone che vi circondano spesso ignorano cosa vuol dire sperimentare un attacco di panico e da questa scarsa conoscenza nascono “perle di saggezza” che sentite come giudicanti e poco d’aiuto. Non dovete arrabbiarvi con loro. Spesso sono mossi dalla preoccupazione e dalla frustrazione ( soprattutto se sono persone molto intime ) di non sapere come aiutarvi;

3. Non dovete vergognarvi di come state o di come vi sentite: magari quando vi sentirete più calmi e tranquilli, cercate di spiegare agli altri come vi sentite e cosa vi succede quando vivete il panico;

4. Aiutate gli altri a capire come comportarsi quando vi sentite male: cercate di dare dei suggerimenti precisi di cosa potrebbe essere realmente di sollievo in certi momenti e cosa invece vi crea solo maggior disagio.

E infine, ultimo nella lista ma non meno importante, chiedete aiuto ad un professionista.

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© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Psicoterapeuta Pesaro. Design by Fearne.