Pregiudizi sulla psicoterapia duri a morire: Dipendente dalla psicoterapia

Via XI Febbraio, 63, 61121 Pesaro PU, Italia




Sulla mia pagina Facebook capita spesso di trattare il tema della professione dello psicologo, per spiegare cosa sia una leggenda urbana e cosa sia reale, nell'ambito della psicoterapia.
Parlo soprattutto delle fantasie che hanno le persone che incontro o che semplicemente mi contattano via mail o che mi fermano sul treno.
Oggi volevo parlare delle paura di diventare dipendenti dal proprio psicoterapeuta.

Io lo chiarisco subito: è vero che lo psicologo guadagna grazie ai pazienti che vede nel proprio studio ( è un lavoro come un altro, no?) ma se dovessimo tenere "vita natural durante" tutti i pazienti, per avere una sorta di vitalizio che ci accompagni fino alla pensione, denunceremmo anche che non siamo capaci di aiutare le persone a stare meglio e non sarebbe una gran bella pubblicità.

Ergo: lo studio dopo un po' si svuoterebbe di clientela.

Credo anche che quando si inizia un lavoro personale, su di sé, con lo psicoterapeuta, entri in gioco uno strumento molto potente di cura e risorsa: la relazione terapeutica.

In realtà la paura di essere bloccati in un rapporto di dipendenza, dove non ci sia crescita, non è proprio il mio obiettivo di lavoro, con un cliente. Tuttavia capita che qualcuno abbia questo timore ( e sotto sotto anche questo desiderio più primitivo e viscerale ) e quindi forse è proprio uno dei nodi su cui si lavorerà in terapia per raggiungere un buon livello di autonomia e la capacità di vivere le relazioni in modo coinvolgente e sereno, senza paura di perdere la propria libertà.


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