Quando è meglio NON andare dallo psicologo ( seconda parte)

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Come promesso ecco la seconda parte di 5 Buoni motivi per NON andare dallo psicologo.
Queste sono le ultime due motivazioni sul perché secondo me sarebbe utile riflettere sulle aspettative che vi conducono a richiedere l'aiuto dello psicologo e come affrontare i vari dubbi ad esse legati.


4. "Aiutami. Ma anche no." aspettativa e ambivalenza.

Oddio, qui sarebbe necessaria una doverosa premessa: tutti, in misura diversa, portano questa richiesta.
Tante persone mi chiedono di essere aiutate, ma aiutarle, nel senso di poter cambiare alcune cose della loro vita, vorrebbe dire anche rinunciare a parti di sé a cui "ci si affeziona".

Quindi il cambiamento è spesso fonte di minacce più profonde.

Racconto spesso come nel mio lavoro ( ho un orientamento prettamente analitico ) io utilizzo anche il mezzo espressivo come il corpo o i materiali artistici e molti pazienti vengono da me proprio per questo.
Capita di frequente però, che alcuni pazienti dicano fin da subito" Ho scelto di venire da Lei perché ho saputo che usa il movimento corporeo e mi interessa molto...però io preferirei non fare movimento, mi raccomando !". Insomma vorrei e non-vorrei.
Valutate che i conflitti non sono da evitare come la peste, ma sono spesso i nodi che vi spingono a chiedere aiuto ad uno psicologo, se non siete pronti a parlarne e ad accettare che ci siano, considerate l'opportunità di concedervi del tempo.

5."Voglio tornare come ero prima" aspettativa e crescita.

Forse non ne eravate al corrente, ma la macchina del tempo ancora non è stata inventata.

Non si può tornare indietro e come prima, ma si può, ahimè, solo andare avanti.

Se vorreste andare dallo psicologo nella speranza di fermare il tempo e cancellare il periodo di disagio e sofferenza probabilmente dovreste rileggere il punto 2.
Ad ogni modo crescere vuole dire andare avanti, cambiare e accogliere cose inaspettate e non previste.
Ma soprattutto non si può tornare come prima perché ormai siete già in un processo di cambiamento ed è spesso proprio a causa di una spinta fisiologica e naturale a crescere che avete deciso di contattare lo psicologo.
Se non siete pronti ad accettare il passaggio più difficile ossia di rinunciare a ciò che non si è più e decidere di separarvi da obiettivi impossibili e vivere questo lutto di perdita di una parte di voi, vivrete con profondo disagio il momento in cui questa sofferenza si presenterà ad un certo punto lungo il percorso terapeutico.

Vi ricordate quando si dice che andando in terapia inizialmente si può stare peggio?

Ecco questo è uno dei motivi: potreste vivere il lutto di perdita.
Se con le unghie e i denti vi attaccherete ad un passato idealizzato, considerate che o vi tuffate dal trampolino o restate in attesa con terrore.

E in cima al trampolino fa pure freddo.


Per chi sta riflettendo sull'iniziare un percorso individuale, credo sia davvero utile rileggere con calma questo post che ho diviso in 2 parti.
Salvatelo per poterlo consultare e capire come vi state ponendo all'idea di chiedere un sostegno psicologico.

© dott.ssa Susanna Murray - Psicologa Psicoterapeuta Pesaro. Design by Fearne.